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Rinegoziazione mutui tasso fisso. Guida pratica

La rinegoziazione mutui tasso fisso è un’operazione che può essere richiesta dalla persona che ha sottoscritto il contratto di finanziamento con la banca, al fine di ottenere una diminuzione del tasso fisso. Può capitare, infatti, che all’epoca in cui si era acceso il mutuo la situazione economica a livello nazionale e internazionale fosse meno favorevole rispetto ad oggi, quando chi sottoscrive un mutuo – magari con lo stesso istituto di credito – lo può fare a un tasso fisso nettamente più vantaggioso. Ecco perché nell’ultimo periodo si sente parlare così spesso della volontà di rinegoziare i mutui: infatti, l’attuale scenario economico e lo spread ai minimi storici hanno contribuito ad agevolare ulteriormente l’accesso al mutuo, contribuendo ad abbassare in maniera sensibile l’importo della rata rispetto a cinque-dieci anni fa (a parità di stipendio e importo richiesto per l’acquisto dell’immobile).

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Il nostro vuole essere un approfondimento completo sulla rinegoziazione dei mutui a tasso fisso, una guida pratica pensata per tutte quelle persone interessate a richiedere una modifica delle condizioni del proprio mutuo.

Rinegoziazione mutui tasso fisso: pro e contro

La rinegoziazione dei mutui a tasso fisso presenta pro e contro, come per tutte le cose. Tra i vantaggi c’è la possibilità di rimanere con lo stesso istituto di credito, con il quale ci si è trovati bene per pochi o tanti anni, senza dunque dover forzare la mano e richiedere la surroga (vale a dire il trasferimento del mutuo in una banca diversa, con l’incertezza su come ci si possa trovare con il nuovo istituto bancario).

Un altro vantaggio della richiesta di rinegoziare il mutuo è la concreta possibilità che il nostro istituto accetti la richiesta, soprattutto se si hanno attivi anche altri prodotti oltre il mutuo (come ad esempio una polizza assicurativa legata sempre al mutuo, un deposito titoli o un altro conto corrente). Tra i contro si segnala la possibilità che la banca accetti di diminuire la percentuale del tasso fisso, in modo da rendere meno cara la rata del mutuo, ma nella maggior parte dei casi la proposta non verrà mai adeguata ai tassi più convenienti.

Inoltre, l’istituto bancario non è tenuto ad accettare la richiesta di rinegoziazione avanzata dal proprio cliente, a meno che prima della sottoscrizione del mutuo le due parti contraenti non abbiano inserito una clausola speciale che prevede l’obbligo da parte dell’istituto di accettare un’eventuale proposta di rinegoziazione del mutuo avanzata dal contraente.

Rinegoziazione mutui tasso fisso: quando conviene?

Un’altra questione molto dibattuta in rete sulla rinegoziazione dei mutui a tasso fisso è legata alle tempistiche. In molti, infatti, si domandano quando conviene presentare tale richiesta al proprio istituto bancario. A detta degli esperti, il periodo migliore coincide con la sussistenza di uno scenario economico più favorevole a livello internazionale (spread basso, ad esempio), oppure quando si riceve un aumento di stipendio dal proprio datore di lavoro, potendo così accorciare avere maggiore presa sulla banca a fronte di una richiesta di diminuizione della durata del mutuo.

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Cosa si può chiedere con la rinegoziazione del mutuo

A tal proposito, si ricorda che con la rinegoziazione del mutuo non si può richiedere solamente un miglioramento delle condizioni relative ai tassi di interesse (direttamente collegato con lo spread, ndr), ma anche il cambio della durata delle rate e una modifica della tipologia del mutuo stesso.

Passaggio da un mutuo a tasso fisso a uno a tasso variabile: il cliente ha la facoltà di chiedere alla banca il passaggio da mutuo a tasso fisso a uno a tasso variabile. Prima di richiedere tale passaggio si consiglia di informarsi preventivamente se sia la scelta più corretta da prendere.

Durata del mutuo: nel caso si sia stipulato all’inizio un contratto che prevede una durata complessiva di 25 anni, con la rinegoziazione è possibile chiedere, ad esempio, una diminuzione di cinque o dieci anni.

Infine, è importante sottolineare che qualora la rinegoziazione del mutuo venga accettata dalla banca essa non comporta alcuna spesa per il titolare del finanziamento.

E con questo è davvero tutto, la nostra guida sulla rinegoziazione dei mutui a tasso fisso termina qui. Ci auguriamo di aver risposto a tutte le vostre domande e che ora sappiate muovervi al meglio in previsione di una richiesta di modifica delle condizioni del mutuo.

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2 commenti su “Rinegoziazione mutui tasso fisso. Guida pratica”

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